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Un viaggio nel tempo

La storia della residenza per anziani di Ultimo inizia nel lontano 1886, con la costruzione dell’ospedale (allora chiamato anche "ospizio") a Santa Valburga.


Nel 1993 nasce la Fondazione Casa di Riposo Santa Valburga (APSP).
All’epoca, la fede aveva un ruolo centrale nella vita degli anziani, e non a caso la sede si trovava proprio di fronte alla chiesa parrocchiale.

2011

Il nuovo inizio

Dal 2011, la residenza per anziani è situata nel centro del paese di Santa Valburga. Una scelta che ha permesso di rafforzare il legame tra le persone anziane e la vita sociale del paese.

Dal 2014, la Fondazione porta con orgoglio il sigillo di qualità RQA, che certifica il rispetto dei criteri di qualità rilevanti nei servizi alla persona rivolti agli anziani.

Casa di Riposo Santa Valburga (APSP) - storia

L'ospizio (orfanotrofio) di S. Valburga/Val d'Ultimo fu costruito nel 1885 e nel 1886 dal signor curato Martin Platter. I lavori manuali, le operazioni di scavo e il procurarsi i materiali come legno, pietre, sabbia e calce furono eseguiti dalla frazione di S. Valburga. Il legno fu donato gratuitamente dai proprietari dei podere, così come, principalmente, le derrate alimentari per l'alimentazione degli operai. L'impresario edile: Mathias Stricker, maestro muratore di San Pancrazio. Spese in contanti: circa 4.000 fiorini d’oro.

Nell’autunno del 1886, le suore Terziarie (dell’Ordine III) di Bressanone presero in consegna la cura degli orfani e dei malati presso l’ospizio di S. Valburga, offrendo un compenso molto modesto, e hanno sempre gestito l’istituzione con la massima soddisfazione generale.

L’ “ospizio” (orfanotrofio) gestito dalle suore Terziarie era dotato di un amministratore, nominato dalla comunità della frazione di comune accordo con il rispettivo curato. A supportarlo vi erano il curato e il rappresentante del consiglio della frazione di S. Valburga.

Dal 1920, questa struttura fu gestita dal Servizio di Assistenza Sociale Comunale di Val d'Ultimo fino alla sua soppressione avvenuta nel 1992. Il 7 luglio 1993, la ECA Val d'Ultimo si trasformò nella Fondazione Casa di Riposo S. Valburga con carattere privato sotto la vigilanza pubblica (ÖFWE). In quell’anno, la gestione dell’attività della Fondazione Casa di Riposo S. Valburga fu trasferita a quest’ultima, che ne ha preso in carico la gestione.

Intorno agli anni ’70, l’ospizio di S. Valburga fu sottoposto a un’attenta opera di rinnovamento. Per rispettare le disposizioni di legge e migliorare qualitativamente l’assistenza a causa dell’aumento delle necessità di cura degli ospiti, nel 1997 furono realizzati altri lavori di rinnovamento (bagno assistito, ascensore, aula lavanderia e scala di emergenza). Costi: 450.000.000 lire.

Importanti lavori di ampliamento e rinnovamento furono possibili grazie ai contributi approvati dallo Stato negli anni 2004/2005: ampliamento e nuova sistemazione della mensa e dell’area per il soggiorno, riprogettazione e riadattamento dell’ingresso e dell’ufficio amministrativo, riqualificazione del giardino in posizione soleggiata, parcheggi per il personale e i veicoli di servizio.

In virtù della Delibera del Comitato Regionale del 21 settembre 2005, n. 7, la Fondazione ÖFWE Casa di Riposo S. Valburga fu trasformata, a partire dal 1° luglio 2008, in ente pubblico per i servizi di assistenza e cura (ÖBPB) “Fondazione Casa di Riposo S. Valburga”.

Il Comune di Val d'Ultimo, proprietario della nuova sede di S. Valburga, era stato responsabile della gestione della Fondazione Casa di Riposo S. Valburga. Il trasloco avvenne il 15 ottobre 2011.

La “Casa della Fondazione”, che anteriormente ospitava l’ospizio vicino alla chiesa di S. Valburga, venne trasferita il 13 settembre 2024 nel patrimonio comunale di Val d'Ultimo. Da allora, la Casa della Fondazione rimase vuota.

Nel corso dello scambio, la Casa della Fondazione fu integralmente trasferita al Comune di Val d'Ultimo, mentre la Fondazione Casa di Riposo S. Valburga ricevette quote percentuali equivalenti nel “nuovo” complesso.

Dopo anni di impegno da parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione e del Consiglio Comunale di Val d'Ultimo, per trovare un’uso idoneo per la Casa della Fondazione, si riuscì a raggiungere un accordo equo e bilanciato, frutto di buona volontà e reciproco mutuo rispetto.

I 130 anni di vita e attività della struttura (1886-2016) furono commemorati nel libro “S Wolburger Spitol” (pubblicato nel dicembre 2016).

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